lunedì 25 luglio 2011

La tomba di Ariosto e le opere di Aristotele

 -Ma non aveva proprio nulla da fare Copernico? Guarda quante lauree!
                             -Ma no. E' che a quel tempo si sapeva poco di tutto, ci mettevi poco a laurearti.
                                       (Dialoghi di un certo livello tra studenti di un certo delirio)

Forse sono io che mi commuovo per poco a volte, come altre volte so non commuovermi affatto per cose che normalmente commuovono un essere umano, ma questa sta già diventando un'altra storia.
Capita che vado a studiare in biblioteca comunale, per seguire gli amici, in genere non mi va mai di arrivare fin lì quando sono a dieci minuti dalla mia facoltà, ma oggi va così. E uh ma guarda che bel pezzo d'affresco ( non nel senso che bel pezzo di gnocca, è che c'è rimasto solo quel pezzo, in senso letterale), e che bello qui, e mamma mia i libri antichi adesso muoio.
-Vedi, a non venire mai in Ariostea?
Hai ragione pure tu, amico, penso. Senza contare che non voglio ammetterlo, ma c'è un'atmosfera bellissima, studiare in biblioteca è sempre stimolante, e non è la stessa cosa che studiare nella biblioteca di Economia, con tutti quei libri di diritto e aridità comparata o nella nostra biblioteca di Medicina che non sei proprio vicino ai libri e però in compenso sei in un ex chiesa, ma dai. No, qui, questo è IL posto.
-E scommetto che non sai che di là c'è la tomba di Ariosto.
-No, o meglio, lo so ma non ci sono mai andata a vederla
-Vergognati, anni a Ferrara e non hai mai visto la tomba di Ariosto.
Beh, anche anni di vita e non è che abbia letto chissà cosa del caro Ariosto ma ok, sono qui, alla prossima pausa mi alzo e ci vado a dare un'occhiata
-Ma mi fanno fare le foto?
-Mm, non credo.
Mf, se non mi fanno fotografare le cose, è come se non ci fossi mai andata.

Pausa, decido che ne ho abbastanza dell'ontogenesi e della filogenesi. Andiamo a vedere il mausoleo. Entro e la signora che c'è lì a controllare mi guarda, e se uno mi guarda non ce la faccio mai a non dire nulla, così faccio la fatidica domanda anche se conosco la risposta. No, neanche col flash si possono fare le foto. Va bene, do un'occhiata. Due minuti forse sono anche troppi, io odio le cose pompose, tutto quel marmo nero, figo si, per carità, ma non lo sopporto per molto. Mi giro e vedo una lunga esposizione di libri antichi in teche di vetro... ok, dove passerò la mia mezz'ora? Qui, in compagnia della signora che inizia a seguirmi, non mi da fastidio, si vede, vuole parlare. E parliamo, dai. Inizio io, perché si vede che ha qualche timore. Chiedo se le decorazioni tricolore sono per i 150 anni dell'unità e quindi se l'esposizione non è fissa, ovviamente conosco la risposta, ma è per rompere il ghiaccio, stranamente sono meno orsa del solito. E lei parte, commossa dalla domanda, come se stesse pensando ma allora non sei qua a pigliare aria, e parte a spiegarmi che si, è come dico io, ma se vai al Museo del Risorgimento c'è un'altra bella mostra sugli ebrei a Ferrara e il loro contributo all'unità, e hai detto ebrei e Ferrara, è normale che parliamo di Bassani, e ho letto il Giardino Dei Finzi Contini , ovvio, ma solo quello. Ma come, devi leggere anche gli altri, Gli Occhiali D'Oro ad esempio, eh si lo so, ho il film lì in attesa, magari leggo anche il libro (chi glielo dice che ne ho 5 sul comodino?). Dopo un po' le chiedo come mai ci sono tanti libri in francese, eh la dominazione, ma come non sai, fino al 1814 siamo stati sotto dominazione francese qui a Ferrara (ha detto anche da quando ma davvero non ricordo), beh, è lui che ha fatto trasferire qui la tomba dell'Ariosto perché riteneva la biblioteca una sede migliore e più consona per la sua tomba, rispetto alla chiesa (il solito megalomane, però dai aveva ragione) , e non sai che portò via la cancellata della Certosa che ora fa ancora parte del cancello di Versailles (il solito ladro)? Quando mi si avvicina noto la scritta sul cartellino : volontaria. Qui mi commuovo, in questo esatto momento. Ne ho visti parecchi di volontari nei musei, molti sono seccati, molti non sanno bene perché sono lì e si limitano a dirti di non fare le foto con l'aria di chi , almeno per due ore al giorno, comanda, qualcuno qualcosina te la dice, ma così, due tre parole in croce. Questa signora invece si vedeva che era fatta per stare lì, in mezzo a quei libri polverosi e protetti da retine (potevo morire solo per le opere di Aristotele in un volumone scritto a mano che mi hanno fatto venire subito in mente Il Nome Della Rosa), quei giornali illustrati di cinquant'anni fa, anche il breviario del perfetto arcivescovo, perché no. Quando incontro una persona che ha passione per quello che fa e sa trasmettertela io si, mi commuovo, forse perché io ne sono poco capace. Me ne sono andata con addosso un sorriso ebete come se me l'avessero regalato l'Aristotele, e prima di andare mi ha anche fatto vedere il cuore di Monti , che le è venuto in mente quando le ho detto che ho fatto il classico, e che io non avrei mai notato, era sotto il suo busto ma io ai busti ci faccio sempre poco caso. Al mio sguardo smarrito, ha aggiunto con tanta delicatezza :é il traduttore della versione dell'Iliade che si studia a scuola, illuminandomi senza farmi sentire un imbecille. Ed è una caratteristica che apprezzo sempre. L'unica cosa per cui sono uscita scontenta di lì sono le foto, quelle che avrei potuto fare e non ho fatto.

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