martedì 24 gennaio 2012

Portrait of the artist as an affettaverdure

In questi giorni il mio umore subisce delle variazioni che neanche settanta donne tutte in periodo pre-mestruale potrebbero eguagliare.
Io che mi sono sempre vantata del mio self-control, del mio non farmi condizionare dagli eventi, mi ritrovo battuta da una frase, al primo round, senza neanche un accenno di difesa. Al tappeto.
Ogni tanto lo attribuisco all'età, ma in realtà col tempo non si dovrebbe diventare più forti?
Poi invece lo attribuisco alla serie di eventi spiacevoli che si sono susseguiti, ma non dovrebbero invece avermi temprato?
Io sono il classico esempio di chi dagli errori non impara quasi mai un cazzo, salvo per quella volta che mi sono tagliata il dito con un affettatutto, beh sì, adesso ci sto più attenta, ma questo non mi impedisce di procurarmi una frattura multipla alla tibia e al perone, solo mi ricorda che quando uso un aggeggio infernale, devo stare attenta alle dita.
La verità è che io supero le difficoltà sorpassandole in curva e sperando che mi vada bene, così come quello stupido dito è ricresciuto ma se lo tocco mi fa male tutto quello che penso di aver superato mi aspetta alla curva successiva con gli interessi e gli extra per il servizio in camera. Davvero, ve lo dico col cuore in mano, se usate gli affettarobadamangiare, prendete delle precauzioni.




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